sabato 26 luglio 2014

Capitolo 25 - Tragedy

La sveglia trillò trapanandomi le orecchie.
AAAH SPEGNILA!!! strillò Fire sotterrando la testa sotto il cuscino.
Gemetti debolmente e tirai un pugno di pasta frolla alla sveglia.
Non serviva proprio a niente, sono rimasta tutta la notte in dormiveglia ad ascoltare la musica.
 "The Worst" di Jhene Aiko soprattutto.
Aprii gli occhi svogliatamente e me li strofinai subito per non farli bruciare.
Mi sentivo ancora le guance calde e un milione di api che mi pungevano la pancia. Mi sentivo le gambe e le braccia ancora deboli e estremamente rilassate.
Tutto a posto Raf? No perché se ti vuoi rimettere a letto io non ho nulla in contrario mi chiese Fire sbadigliando.
Ci pensai un po' su.
NO PER CARITÀ RAF NON PENSARE ANCORA ALTRIMENTI TI SI FRIGGE IL CERVELLO!!!
Nascosi il viso fra le mani e mi rannicchiai sotto le coperte.
Fire si alzò  incuriosita.
Ma si può sapere che hai? mi chiese sorseggiando un bicchiere d'acqua fredda apparsa magicamente nella sua mano.
Non lo so' Fire è tutta la notte che ci penso!
Fire per poco non si strozzò e mi lanciò una delle sue occhiate assassine.
E tu non mi hai svegliata perché…?
Alzai gli occhi  al cielo esasperata e per poco non gridai dalla frustrazione.
Perché non ho voglia di assillarti ogni volta che ho un problema!
Sì ma io sono qui apposta! Dovevi svegliarmi citrulla!
« Ma che cosa volevi che ne sapessi io ?!?! » esplosi ad alta voce questa volta.
Uriè si alzò di scatto dal letto e ancora assonnata biascicò: « R-Raf, tutto bene ? »
Sbuffai contrariata.
« No Uriè! Non va tutto bene! » gemetti straziata, coprendomi la testa con il piumone.
Uriè non disse niente, sentii il suo letto cigolare, il lieve fruscio dei piedi nudi sul pavimento e infine il peso di un corpo di fianco a me.
« Che c'è? Non ti senti bene? » mi chiese scostandomi gentilmente le lenzuola dalla testa.
Io mi rannicchia, i pugni davanti al viso. Speravo sinceramente di poter fondermi con il materasso in quel preciso istante.
« No Uriè mi sento strana… » mormorai agonizzante.
« Cosa ti senti? » mi chiesero Uriè e Fire in coro.
Chiusi gli occhi e lasciai che le labbra mi si muovessero da sole.
« Non so'… è come se le braccia e le gambe fossero fatte di pasta frolla e a volte ho così caldo che vorrei scappare al polo nord e poi subito dopo ho così freddo che vorrei sotterrarmi nel deserto del Sahara. » mormorai e Fire ridacchiò divertita.
Le lanciai un'occhiataccia ma continuai a parlare.
« E poi mi sento lo stomaco tutto sotto sopra, come se fosse invaso da api assassine. » soprattutto quando penso a una persona in particolare… ma questo non osai dirlo.
Fire che aveva sentito quest'ultimo pensiero si irrigidì e mi guardò allarmata.
Oh cazzo… imprecò tra i denti.
Se è quello che penso io sei nella merda tesoro disse scuotendo la testa come se non volesse prendere in considerazione quello che stava pensando.
Uriè mi guardò perplessa e vagamente preoccupata.
« Beh di sicuro sarà un po' di influenza… resta un po' nel letto, vado a chiamare qualcuno… » disse vestendosi e uscendo dalla stanza alla velocità della luce.
Okay Raf adesso ti chiedo di immaginarti una cosa okay? E tu devi immaginarla va bene? Senza esitazioni… voglio vedere come reagisci…
« Cosa vuoi fare? » le sussurrai.
Allora adesso… anzi no faccio prima a farti vedere direttamente le immagini nella tua testa. Pronta? mi aveva completamente ignorata.
Sbuffai.
« Sì… » sussurrai remissiva.
Fire chiuse gli occhi e si concentrò. Il paesaggio cambiò, invece della solita camera fatta solo di un trono e un lettone mi apparve una laguna…
Era magnifica, l'acqua cristallina mandava riflessi azzurro cristallo come se fosse illuminata dall'interno. Era protetta da una specie di grotta di roccia nera con uno squarcio in un lato con cui la rendeva facilmente accessibile. Non aveva un tetto così che la luna potesse rispecchiarsi luminosa nell'acqua.
Ero stesa sulla sabbia bianca e finissima, lo sciabordio delle onde all'esterno mi cullava, i capelli aperti a ventaglio mi solleticavano le braccia e le spalle nude, il leggero vestito che indossavo non mi proteggeva molto dal freddo ma lì l'aria era umida e calda, le pareti di roccia mi proteggevano dai venti. Era così morbido…  tanto da sembrare seta, però era molto trasparente e leggermente spiegazzato e ondulato, come la coda di una sirena. Era smanicato e mi scendeva sulla schiena, lasciandola scoperta, corto fino a metà coscia. I miei piedi erano nudi ma mi sentivo a mio agio.
Sulfus era a cavalcioni su di me… però aveva qualcosa di diverso…
Keenan, mi sussurrava una voce. Lui si chiamava Keenan…
La mia veste era bianca come una perla e faceva intravedere molto del mio corpo ma io non me ne preoccupai più di tanto.
Lui mi accarezzò dolcemente una guancia, gli occhi fissi nei miei. Con l'altra mano mi teneva teneramente e con le cosce mi stringeva i fianchi.

Una nuova sensazione mi assalì con violenza mentre percepivo il calore della sua presa calda sciogliermi in un fuoco di piacere. Socchiusi gli occhi, lasciandomi pervadere da quel calore.
« Luce… » Keenan accompagnò il suo sussurro impetuoso affondando le dita tra i miei capelli, travolgendomi con un’intensità sconosciuta. Un’onda di piacere che da lui si trasmetteva a me, per poi ritornare da lui.
Percepii le sue labbra scendere sul mio collo, sfiorandolo delicatamente mentre la sua mano mi reggeva la testa facendomi annegare in un oceano di piacere.
Gemetti e gli baciai teneramente la nuca.
Keenan mi guardò di sottecchi…
Le iridi… ecco cosa era cambiato in lui…
Le sue iridi brillavano di un zaffiro intenso con sfumature di smeraldo. Erano più blu delle acque dell'oceano con deliziose sfumature di verde acqua e verde scuro e in certi punti addirittura viola scuro. Erano così belli che mi rapirono completamente…
Mi morsi il labbro inferiore mentre il desiderio per lui mi divorava, infiammandomi selvaggiamente. Riuscivo a vedere le mie reazioni riflesse in lui, nei suoi occhi di zaffiro.
In un attimo Keenan mi infilò una mano dietro la nuca e mi attirò a se, quasi bruscamente.
Quando la sua lingua trovò la mia non riuscii a trattenere un gemito rovente e una delle sue mani si immerse nei miei capelli, tirandomi indietro la testa.
Ci baciammo selvaggiamente, disperatamente.
La sua bocca mi divorava.
Le mie mani si immersero nei suoi capelli, tirandoli forte. Lo sentii gemere, un suono basso e sensuale dal fondo della gola che mi scosse in profondità, e la sua mano scese lungo il mio corpo, fino alle cosce, le dita che mi affondavano nella carne attraverso il vestito.
Gemetti più forte e mi inarcai sotto di lui, tradendomi.
« Ti amo… » mi sussurrò. Un sussurrò basso e dolce, che mi scosse in profondità.
A quel punto non ce la feci più. Gridai estasiata e la mia mente costruì una sorta di muro mentale, bloccando il ricordo.
Era troppo per me.
Ansimai aprendo gli occhi. Le mani stringevano convulsamente le lenzuola, le gambe mi tremavano, il cuscino era caduto a terra e le lenzuola si erano tutte ingarbugliate.
Oookay cerchiamo di mantenere la calma… non gridare Fire, non gridare… sussurrò Fire il pollice e l'indice di entrambe le mani uniti e le braccia tenute sulle cosce delle gambe conserte.

Gemetti agonizzante e mi coprii la testa con i capelli.
CAZZOOOOOO!!!!! strillò Fire isterica strappandosi i capelli.
« Raf, tutto a posto? Ti fa così male? » sentii chiedere a Uriè che era ritornata assieme a Micky, probabilmente vedendomi in posizione fetale.
« Mmh… » mugolai, le guance in fiamme sbattendo un paio di volte le palpebre, semi stordita.
« Beh… di certo il tuo viso è molto più acceso del solito, i tuoi occhi una sfumatura diversa… » constatò Micky mettendosi a braccia conserte.
Mi tirai su, mettendomi a sedere sul bordo del letto. Di sicuro i miei capelli dovevano assomigliare di più a un nido di uccelli…
Uriè sospirò scuotendo la testa.
« Mi dispiace Raf ma non vedo altra scelta… »
NO NON DIRLO…
« Devi farti dare un'occhiata da Arckan, di sicuro lui saprà cosa fare… »
NOOOOOO!!!! strillò Fire sgolandosi.
Per un'attimo mi sembrò "l'urlo" di Munch da quanto era tragica la scena.
Sospirai ma non mi rimase altra scelta che annuire tristemente.
Uriè lanciò un'occhiata a Micky, teatralmente disperata e quella le tirò una gomitata alle costole in risposta.
Già…
E CHI NON HA PAURA DEL DOTTORE!!!

Nessun commento:

Posta un commento