PROLOGO
«Luce!!!» il grido disperato di mia sorella mi procurò un brivido di puro terrore.
«Lasciatele! Lasciatele vi prego!» gridava nostra madre dimenandosi dalla morsa di due braccia bianche e scheletriche. Quegli uomini non avevano volto, erano completamente nascosti da un mantello nero lungo fino al pavimento. La neve cadeva e rendeva bianchi i sempreverdi del bosco. In lontananza il fumo e le fiamme rendevano il paesaggio tetro, lugubre... disperato. Mani fredde mi sostenevano la testa. Ma non in un gesto gentile.
Mi avevano bloccata, non riuscivo a muovere nessuna parte del mio corpo ma fortunatamente ero rimasta sveglia e cosciente. Anche se dubitavo che fosse dovuto alla mia forza di volontà.
Ero sveglia solo perché lo volevano loro. Volevano prolungare l'agonia... ma non avevamo il diritto di lamentarci. Ce lo meritavamo.
«Luce, ti prego!» supplicava la mia gemella singhiozzando. La guardai con la coda dell'occhio senza tuttavia muovere la testa. Quel viso tanto simile al mio era stravolto dal dolore e piangeva...
Piangeva lacrime di sangue...
Nostra madre tentava di giustificarci ma tutti lí sapevano che il processo sarebbe stato inevitabile.
Questo era il nostro destino. Questa era la nostra punizione.
«Lasciatele! Lasciatele vi prego!» gridava nostra madre dimenandosi dalla morsa di due braccia bianche e scheletriche. Quegli uomini non avevano volto, erano completamente nascosti da un mantello nero lungo fino al pavimento. La neve cadeva e rendeva bianchi i sempreverdi del bosco. In lontananza il fumo e le fiamme rendevano il paesaggio tetro, lugubre... disperato. Mani fredde mi sostenevano la testa. Ma non in un gesto gentile.
Mi avevano bloccata, non riuscivo a muovere nessuna parte del mio corpo ma fortunatamente ero rimasta sveglia e cosciente. Anche se dubitavo che fosse dovuto alla mia forza di volontà.
Ero sveglia solo perché lo volevano loro. Volevano prolungare l'agonia... ma non avevamo il diritto di lamentarci. Ce lo meritavamo.
«Luce, ti prego!» supplicava la mia gemella singhiozzando. La guardai con la coda dell'occhio senza tuttavia muovere la testa. Quel viso tanto simile al mio era stravolto dal dolore e piangeva...
Piangeva lacrime di sangue...
Nostra madre tentava di giustificarci ma tutti lí sapevano che il processo sarebbe stato inevitabile.
Questo era il nostro destino. Questa era la nostra punizione.
Ed ecco il Prologo ! Abbiate pietà! Questa è la prima storia che pubblico la prossima volta cambio la scrittura ne metto una più bella! XP Non fatevi scrupoli riguardo al testo, ho scelto di scrivere anche per sapere dove sono carente e essere aiutata! Comunque spero che questo pezzetto sia di vostro gradimento !!! Alla prossima =*
Nessun commento:
Posta un commento