sabato 26 luglio 2014

Capitolo 33 - Eyes

ELENCO CANZONI:
• "Don't say a word" di Ellie Goulding
• "Heart by Heart" di Demi Lovato
• "My Blood" di Ellie Goulding

BUONA LETTURA!!! XD


Sentivo i caldi raggi del sole sulla pelle.
Tenevo gli occhi chiusi per non ferirli, attorno a me il chiacchiericcio di Angel, Devil e Terreni che passavano tranquillamente dentro e fuori dalla scuola.
« Cazzo che palle! » sentii lo stesso la voce acuta di Kabalè, anche se avevo le cuffie alle orecchie.
“ If you'd never said anything. Se tu non avessi mai detto nulla.
If you'd never said anything. Se non lo avessi mai detto.
If you never, If you never. Se non hai, se non hai.
If you never, If you'd never said anything. Se non hai mai, se non avessi mai detto nulla. ”
Con un sospiro aprii gli occhi sistemandomi meglio sul muretto bianco sul quale ero seduta.
Micky era ai miei piedi, su uno degli scalini di cemento bianco dell'entrata della scuola, Uriè era un po' più in alto di lei, mentre Dolce aveva preferito restare in piedi appoggiata con un gomito al muretto.
Era strano sentire queste parole da Kabalè… prima sembrava così entusiasta.
“ If you never, if you never. Se non hai mai, se non hai mai.
Ohhhh!
If you never, if you never. Se non hai mai, se non hai mai.
Ohhhh!
If you never, if you never. Se non hai mai, se non hai mai.
Ohhhh!
If you never, if you never. Se non hai mai, se non ha mai… ”
La osservai meglio.
Aveva gli occhi un po' più scuri di prima e un po' opachi.
Meglio così. Non avrebbe attirato di molto l'attenzione in questo modo.
I suoi capelli erano cambiati da azzurro violaceo a un semplice nero, la pelle era un po' più colorita di prima ma non di molto.
Un brivido di freddo mi attraversò la schiena quando posò gli occhi su di me, probabilmente sentendosi osservata, e il mio settimo senso mi mandò una scossa d'avvertimento.
Non ero poi così sorpresa di sentirla.
Dopo averla provocata in mensa e davanti a tutti gli Angel e i Devil la sua vendetta sarebbe più che giustificata, in fondo… in aula sfida non avevamo concluso molto.
“ Here it is in my hands. Eccolo, nelle mie mani.
In my veins, and overlands. Nelle mie vene, e oltre le terre.
It spreads like fire, seeking air. Si diffonde come fuoco… che cerca aria.
To pull me in, my own funfair. E mi trascina nel mio parco divertimenti. ”
Micky sbuffò sonoramente guardando in alto, verso la piccola nuvoletta che passava solitaria nel cielo azzurro.
Lì vicino c'era un cantiere che sollevava di tanto in tanto un polverone grigiastro, il rumore era assordante e appena smetteva mi fischiavano le orecchie.
« Beh… se dobbiamo stare ehm… » disse Micky guardando distrattamente il suo orologio « … circa undici ore e mezza in città tanto vale andare a fare un giro nei dintorni, no? » constatò guardandomi in cerca di una conferma.
Annuii, d'accordo con lei e mi stiracchiai sentendo i muscoli della schiena un po' indolenziti a causa della mia comodissima posizione rannicchiata.
“ Won't you come, won't you come. Non venire, non venire.
Won't you come, just don't say a word. Non venire, non dire una parola.
Won't you come, won't you come. Non venire, non venire.
Won't you come, just don't say a word. Non venire, non dire una parola.”
Non molto lontano dalla periferia della città avevo scoperto grazie a Christian, un mio compagno di classe con cui dovevo averci scambiato al massimo trentacinque parole da quando ero arrivata, che c'era un piccolo golfo riparato da uno strapiombo di roccia nera.
“ Ossidiana mista ad altre rocce grezze ” mi aveva spiegato lui tirandosi un po' su gli occhiali sul naso. Aveva l'aria di uno a cui piaceva molto leggere e imparare ma non era necessariamente saccente, al contrario, aveva un viso simpatico che ispirava fiducia.
« Allora perché non andiamo in città? Vediamo se c'è qualcosa con cui possiamo svagarci e divertirci un po'. » propose Dolce a nessuno in particolare esaminandosi svogliatamente le punte dei capelli impeccabili.
« Quando intendi “un posto divertente” intendi un posto lontano da voi vero? Non è divertente girare con un branco di sfigate! » ribatté di nuovo Kabalè alzando un sopracciglio. L'anellino che aveva scintillò un po' alla luce del sole.
Kabiria rise sommessamente alzandosi dal gradino, affiancando Kabalè.
“ If you never, if you never. Non hai mai, non hai mai.
Just don't say a word. Basta non dire una parola.
If you never, if you never. Non hai mai, non hai mai.
Just don't say a word. Basta non dire una parola. ”
Gas rimase impassibile, le braccia conserte e la visiera del capello da rapper un po' calata sugli occhi verde smeraldo, il fianco appoggiato al muretto davanti al nostro.
Era appena un po' più alto di Sulfus… però in qualche modo riusciva ad apparire più grosso.
Probabilmente a causa delle sue braccia ed il suo petto ampio.
Decisi di non raccogliere la provocazione di Kabalè e mi sforzai di non rispondere a tono serrando la mascella e i pugni, il corpo si irrigidì e abbassai lo sguardo per farle capire che non volevo ribattere.
Uriè fece per dire qualcosa ma io le strinsi un braccio e scossi la testa. Lei fece una smorfia contrariata ma non disse niente.
Scesi dal muretto guadagnandomi l'attenzione di tutti… tranne uno…
Sulfus era ancora appoggiato al muretto con i gomiti, la testa reclinata all'indietro e gli occhi chiusi.
Sembrava…
Stanco…
Mi costrinsi a distogliere lo sguardo guardandomi intorno, poco interessata.

Deglutii, il cuore leggermente alterato.
« Andiamo via dai… discutere con loro è inutile… » mormorai assente.
Le altre annuirono e iniziarono ad andare verso la strada un po' affollata che portava in centro.
Passarono tranquille davanti ai Devil con noncuranza, Micky riuscì persino a scoccare un'occhiataccia a Kabalè senza finire insultata.
Ormai ci ignoravano, consultandosi per cercare un posto "divertente".
Le seguii tenendo gli occhi bassi, non volevo altre complicazioni. Passai accanto a Kabiria e feci per superare anche Gas ma una mano mi bloccò per un braccio.
Mi fermai.
“ I'm more alive I've ever been. Sono più viva di quanto lo sia mai stata.
So now I give you all my sins. Così ora ti dò tutti i miei peccati.
I've chosen you, I've chosen you. Ho scelto te, ho scelto te…
But don't say a word. Però non dire una parola.”
Smisi di respirare ma non osai alzare gli occhi…
Sapevo perfettamente di chi era quella mano, quel profumo di pini e menta selvatici…
Chiusi gli occhi e feci un respiro profondo.
Sentivo il suo sguardo percorrermi da capo a piedi ma io tenni gli occhi chiusi.
Ti prego lasciami…
Sentii la presa farsi più salda e sentii gli occhi bruciare di lacrime represse. Deglutii di nuovo, cercando di allentare il nodo stretto che mi stringeva la gola.
Ti imploro Sulfus lasciami…
Una lacrima sfuggì, percorrendomi dolcemente la guancia come una carezza rassicurante ma riuscì soltanto a farmi arrabbiare.
Abbassai la testa lasciando che i capelli mi coprissero il volto e mi irrigidii quando sentii che la presa di Sulfus non accennava ad allentarsi.
Voleva che lo guardassi negli occhi ma io non volevo farmi vedere così… vulnerabile.
Cavolo mi ha vista così tante volte in questo stato.
Ma adesso ero stressata fino al midollo.
Non voglio che mi riveda di nuovo.
Non voglio essere debole.
Voglio affrontarle le mie paure.
Avevo alternative con lui?
No realizzai.
“ And if I save us, and I fall down. E se ci si salva, e cado giù.
I will leave your words behind now. Lascerò le tue parole alle spalle adesso.
If you never, held me under, if you never hear my thunder. Se mai, mi tenevi sotto, se non avevi mai sentito il mio tuono. ”
Feci un respiro profondo cercando di rallentare il battito cardiaco e lentamente alzai la testa tenendo gli occhi bassi.
I capelli mi coprivano un po' le guance ma quando alzai lo sguardo sui suoi occhi… mi sentii completamente indifesa.
Gli occhi lucidi mi appannavano la vista.
Non era la prima volta che mi vedeva piangere… ricordo di essere scoppiata a piangere quando mi ero intrufolata in camera sua.
“ If you never, if you never. Se non hai mai, se non hai mai.
Ohhhh!
If you never, if you never. Se non hai mai, se non hai mai.
Ohhhh!
If you never, if you never. Se non hai mai, se non hai mai.
Just don't say a word. Basta non dire una parola. ”
Però quelle lacrime erano diverse… quelle erano di nostalgia e non di disperazione.
Quando mi vide la sua espressione non cambiò, rimase completamente neutra… i suoi occhi erano vuoti e cercavano di guardarmi dentro.
Non glielo permisi.
Mi liberai facilmente dalla sua presa con uno strattone e seguii Uriè, Dolce e Micky.


***

« RAAAAF VIENI A VEDERE!!!! » mi strillò Dolce agitando il braccio, fin quasi a strapparselo.
Uriè ridacchiò mentre io alzavo gli occhi al cielo.Tutti nel raggio di due metri si erano girati a guardarla.
« Dolce stai calma! » la sgridai appena la raggiunsi facendole il solletico per farle abbassare il braccio.
Lei rise allontanandosi da me.
« Sì va bene, però quelle scarpe… »
« ANDIAMO! » dissero Micky e Uriè, la prima un po' imbronciata e la seconda con un sorriso esasperato, trascinandola via.
Una canzone che non avevo mai sentito partì nel mio I pod.
“ When your soul finds the soul it was waiting for. Quando la tua anima trova quell’anima che stava aspettando.
When someone walks into your heart through an open door. Quando qualcuno ti entra nel cuore attraverso una porta aperta. ”
Eravamo in centro ed era strapieno di negozi e bancarelle, una piccola chiesetta spuntava alta in mezzo alle case un po' rustiche.
“ When your hand finds the hand it was meant to hold. Quando la tua mano trova la mano che voleva stringere.
Don’t let go. Non lasciarlo andare. ”
La città non poteva neanche essere chiamata così in realtà…
Poiché eravamo quasi completamente circondati dal mare e le case e i negozi stavano a ridosso della spiaggia.
Il nome più adatto secondo me era "paese".
« Ragazze guardate là! » disse Uriè indicando un cancello di ferro che portava a un parco.
« Che dite, entriamo? » chiesi facendo qualche passo dentro.
« E ME LO CHIEDI!!!! » gridò Uriè correndo per il sentiero di ciottoli bianchi.
“ Someone comes into your world. Qualcuno entra nel tuo mondo.
Suddenly your world has changed forever. Subito il tuo mondo cambia per sempre. ”
Gli alberi intorno a noi oscuravano il sole riflettendo una luce smeraldina che mi ricordò tanto quella del mio sogno…
Rabbrividii e sperai che Micky, che camminava tranquillamente di fianco a me, non se ne fosse accorta.
« Raf! Micky! Qui c'è un laghetto, muovetevi dai! » ci gridò Uriè entusiasta.
Scossi la testa per togliermi quei pensieri dalla testa e accelerai il passo.
Eh sì… c'era un laghetto stupendo…
“ No there’s no one else’s eyes. No, non ci sono occhi di nessuno.
That could see into me. Che possano vedere dentro di me. ”
« Che carino! » disse Dolce sporgendosi dal bordo per guardare più in là.
« E lì mi pare che ci siano due cigni. » feci notare io indicandoli.
“ No one else’s arms can lift. Le braccia di nessuno a sollevare.
Lift me up so high. Sollevarmi così in alto. ”
Un cigno bianco e uno nero.
Nuotavano sinuosamente e con un eleganze incredibile sul pelo d'acqua increspandola dolcemente.
“ Your love lifts me out of time. E il tuo amore mi solleva oltre il tempo.
And you know my heart by heart. E conosci il mio cuore a memoria. ”
Erano veramente bellissimi.
« Venite qui cignetti, avvicinatevi! » gli incitò Dolce sporgendosi un po' di più sul bordo.
“ When you’re one with the one you were meant to be find. Quando sei solo con l’unico che volevi trovare.
Everything falls in place, all the stars align. Tutto si mette a posto, le stelle si allineano. ”
Poi accadde tutto in un lampo…
Un'ombra velocissima spinse Dolce in acqua, facendola gridare spaventata.
Poi una palla trasparente mi colpì al petto facendo uscire tutta l'acqua che c'era all'interno.
Ero fradicia.
Mi tolsi velocemente le cuffie e le misi nella tasca della gonna messa meglio, solo che la canzone continuava a suonarmi nella testa…
“ When you’re touched by the cloud that has touched your soul. Quando sei toccato dalla nuvola che tocca la tua anima.
Don’t let go. Non lasciarla andare. ”
Oddio com'era possibile?
Sentii dietro di me il sibilo di altre due palle che venivano lanciate e poi dei gridolini sorpresi.
Mi girai di scatto e vidi che anche Micky e Uriè avevano fatto la stessa identica fine.
Sentii delle risate provenire da dietro agli alberi ma una risata risuonò più forte delle altre.
Mi girai.
Dove prima c'era Dolce adesso c'era una Kabalè piegata in due dalle risate.
« CHE FACCIA CHE AVETE FATTO!!! » rise Kabiria uscendo allo scoperto seguita subito dopo da Gas.
« Ma che cavolo state facendo!!! Siete completamente impazziti, caproni dei miei stivali!!!!! » strillò isterica Dolce cercando di ritornare a riva, ma non ce la faceva da sola, i vestiti zuppi la limitavano nei movimenti.
La raggiunsi subito lanciando a Kabalè un occhiata assassina, le porsi la mano e l'aiutai a tornare a terra.
« Ma sentito come si difende il bignè!?! Sei patetica. » ghignò lei facendo una smorfia che non prometteva nulla di buono.
“ Someone comes into your life. Qualcuno entra nella tua vita.
It’s like they’ve been in your life forever. Come se fossero sempre stati lì. ”
Mi infuriai.
Come si permetteva di insultarla! Se lei era patetica allora lei era una merda che camminava.
« Beh… Kabalè… » iniziai con un sorriso tranquillo stampato in faccia.
« … dovresti essere l'ultima persona ad avere il diritto di criticarla visto quel che è successo in mensa… » continuai con un tono ancora più calmo.
Sentii Uriè, alle mie spalle, ridacchiare divertita.
« … veramente penoso da parte tua, lasciatelo dire. » finii scuotendo la testa indignata.
Vidi i suoi occhi illuminarsi di una luce inquietante che assomigliava molto… all'ira.
Sentii la tensione intensificarsi sempre di più fra di noi finché non divenne insopportabile.
Uriè lanciava occhiate storte a Kabiria, Gas provocava Micky ed io e Candy stavamo facendo un duello di sguardi assassini con Kabalè.
Alla fine Kabiria strillò un bel: « Addosso ragazzi! » che fece scatenare l'inferno.
Kabalè scattò veloce verso di me dandomi un pugno allo stomaco che mi fece piegare un due e uscire tutta l'aria dai polmoni.
La vista si annebbiò per qualche secondo ma riuscii a prenderle un braccio e ritorcerglielo dietro alla schiena, facendola piegare in avanti.
Stavo per tirarle una calcio ma non feci in tempo.
Dolce le si era buttata addosso gridando e iniziando a tirarle i capelli.
Kabalè le morse un braccio e le tirò una ginocchiata allo sterno per levarsela di dosso.

Un grido mi fece voltare la testa.
Gas aveva immobilizzato Micky in una morsa micidiale, le braccia erano incrociate sul petto e gliele stava tirando indietro, verso la schiena.
Le aveva divaricato le gambe così che non potesse tirargli calci e purtroppo lei non era abbastanza alta per potergli dare una testata sul naso per liberarsi.
Feci per andarla ad aiutare ma sentii un brivido scendermi lentamente lungo la schiena come una goccia di ghiaccio e la terribile sensazione di essere osservata da qualcuno nascosto nell'ombra.
“ No there’s no one else’s eyes. No, non ci sono occhi di nessuno.
That could see into me. Che possano vedere dentro di me. ”
Mi guardai intorno e feci qualche passo verso la boscaglia che si era creata con gli anni. Superai una magnolia quando lo vidi.
Un paio di occhi gialli nella semi oscurità degli alberi, una chioma nera e ribelle, un corpo snello e felino.
Un predatore.
“ No one else’s arms can lift. Le braccia di nessuno a sollevare.
Lift me up so high. Sollevarmi così in alto. ”
Lui fece qualche passo avanti, silenzioso come un gatto, gli occhi fissi nei miei.
Non osai muovermi.
Si avvicinò ancora, c'erano circa due metri a separarci… troppo pochi.
Alzai un sopracciglio con aria di sfida e indietreggiai.
Lui si fermò e mi fissò con attenzione… ma i suoi occhi erano gelidi. Privi di qualsiasi sentimento.
Indietreggiai ancora.
“ Your love lifts me out of time. E il tuo amore mi solleva oltre il tempo.
And you know my heart by heart. E conosci il mio cuore a memoria. ”
Era la prima volta che aveva quello sguardo.
E fu anche la prima volta in cui sentii paura quando lo guardai direttamente negli occhi.
Lo vidi soppesarmi come per valutarmi e infine si accovacciò un po', emettendo un suono basso con la gola.
Assomigliava… a un ringhio.
Non mi mossi.
Mi limitai a fissarlo, rifiutandomi di scappare.
Se pensava che avrei ceduto si sbagliava di grosso. Non sarei scappata.
Volevo affrontarle le mie paure.
Non volevo più avere paura di niente perché era proprio la paura e la follia che portavano il caos. Io volevo avere il controllo della mia vita e del mio corpo.
“ So now we’ve found our way to find each other. Adesso abbiamo trovato la strada per trovarci.
So now I found my way, to you. Adesso ho trovato la mia strada verso te. ”
Una volta che le mie intenzioni gli furono più che chiare lo vidi scattare verso di me ma io avevo previsto una mossa del genere e mi scansai velocemente tirandogli un forte calcio nella coscia che lo fece barcollare a malapena.
Era una roccia… impossibile da spaccare.
Lui mi afferrò l'avambraccio e cercò di buttarmi a terra.
No. Non dovevo permetterglielo.
Avrebbe potuto benissimo prendermi a calci e non avrei potuto difendermi in alcun modo.
Ma lui era molto più forte di me e riuscì a mettermi in ginocchio lasciando involontariamente la mano alla mia portata. Gliela morsi forte finché non mi mollò il braccio.
Cercai di allontanarmi a distanza di sicurezza ma riuscii a superare a malapena tre o quattro alberi prima che riuscisse a prendermi ancora.
“ No there’s no one else’s eyes. No, non ci sono occhi di nessuno.
That could see into me. Che possano vedere dentro di me. ”
Mi passò un braccio per la vita ancorandomi a sé, e con l'altro mi fermò il collo per impedirmi di muovere la testa.
Oddio!
Gridai dimenandomi e graffiandogli le braccia per fargli allentare la presa ma lui non mi mollò, il respiro caldo e un po' accelerato per lo sforzo di tenermi ferma mi accarezzava una guancia.
“ No there’s no one else’s eyes. No, non ci sono occhi di nessuno.
That could see into me. Che possano vedere dentro di me. ”
A quel punto smisi di dimenarmi.
Non sarebbe servito a niente, solo a farmi sprecare le energie.
Feci un respiro profondo e chiudendo gli occhi provai a ragionare.
Cosa non proprio facilissima visto che ero praticamente con una camicetta bianca resa trasparente dall'acqua e una gonna che mi arrivava sopra al ginocchio, quasi a metà coscia ed ero praticamente appiccicata a lui.
Vestiti molto adatti… seriamente.
« In crisi Angelo? » mi derise lui con un ghigno.
Sbuffai.
“ No one else’s arms can lift. Le braccia di nessuno a sollevare.
Lift me up so high. Sollevarmi così in alto. ”
L'unica parte del corpo che ero libera di muovere erano le gambe e i piedi… beh le scarpe non erano col tacco però…
Gli schiacciai un piede, appoggiandomi con tutto il mio peso. Sulfus grugnì e mi liberò.
“ Your love lifts me out of time. E il tuo amore mi solleva oltre il tempo.
And you know my heart by heart. E conosci il mio cuore a memoria. ”
Istintivamente corsi via, tornando verso il laghetto.
Speravo che un terreno più agibile mi avrebbe facilitata di più perché questo era pieno di radici sporgenti nascoste dall'erba alta che mi solleticavano le gambe e la cosa mi rallentava non poco.
“ And you know my heart by heart. E conosci il mio cuore a memoria. ”
Sentii dei passi silenzioso dietro di me, mi stava seguendo, poi una mano mi prese un fianco facendomi sbilanciare e barcollare. Cercai di aggrapparmi al suo braccio per non cadere ma così facendo gli feci perdere l'equilibrio facendomelo cadere addosso.
Okay… ero ufficialmente in trappola.
“ And you know my heart by heart. E conosci il mio cuore a memoria. ”
Lui ovviamente aveva subito approfittato della situazione mettendomi le sue braccia ai lati della testa e mi strinse le mani per impedirmi di muoverle, le gambe mi avvolsero la vita in una morsa ferrea.
Mi sforzai di levarmelo di dosso facendomi leva con le gambe e il bacino, cercando di ribaltarlo ma era inutile.
Era come cercare di spostare una roccia…
Dopo un'altra decina buona di tentativi alla fine mi arresi sbuffando e imbronciandomi un po', provocando una risata a Sulfus che mi fece arrossire.
“ And you know my heart by heart. E conosci il mio cuore a memoria. ”
Abbassai la testa e provai ancora a togliermelo di dosso.
« Lasciami. » mormorai dimenandomi un po'.

« Ti arrendi? » mi chiese.
Annuii piano senza guardarlo.
Lui mi liberò le mani ma mi tenne ancora per la vita.
Mi schiarii piano la voce e mi misi su a sedere, in modo che fossimo faccia a faccia.
« Come mai questa lotta? » chiesi guardandolo negli occhi, le mie guance rosse per la vergogna.
Cavolo eravamo troppo vicini.
Lui sorrise ma non con gli occhi che rimasero severi e freddi.
« Era una specie di promemoria. » mi disse alzandosi, costringendomi a guardarlo dal basso.
« Promemoria di cosa? » sussurrai piegando una gamba e appoggiandomi con un gomito al terreno umido.
Un paio di foglie mi si erano attaccate ai capelli e la camicia si era sporcata di verde e marrone.
Lui si inginocchiò fino ad arrivare alla mia stessa altezza e con un tono terribilmente serio sussurrò: « Un promemoria per ricordarti che noi non siamo come voi, ne tanto meno stiamo dalla vostra parte. Mi sono sentito in dovere di ricordartelo. », mi porse la mano raddrizzandosi.
Abbassai lo sguardo scuotendo un po' la testa.
Aveva ragione.
In questo periodo gli ho presi fin troppo sotto gamba… ma c'era modo e modo per ricordarmelo.
Alzai lo sguardo sulla sua mano e la afferrai, lui mi tirò su senza molto sforzo.
Mi schiarii la voce.
Ad ogni modo…
« No, non l'ho affatto dimenticato… » mormorai mentre tornavamo al laghetto.
Lui non disse nulla, si limitò ad annuire.
Tornammo indietro, trovando una scena che era a dir poco comica!
Dolce e Kabalè erano stese a terra, la prima con un bel livido sul braccio e un morso nello stesso punto mentre la seconda circondata da ciocche di capelli neri strappati.
Uriè era appoggiata sfinita a un albero, gli occhi chiusi e il respiro affannoso e Kabiria era ancora più fradicia di Dolce, probabilmente Uriè doveva averla buttata nel laghetto.
Gas e Micky invece erano ancora in piedi, semi svenuti quasi, a lanciarsi occhiate assassine.
Non resistetti e una risata uscì dalla mia gola. Provai a reprimerla tappandomi la bocca ma niente da fare.
Gli altri mi guardarono con la fronte aggrottata e delle espressioni miste fra l'incuriosito e l'arrabbiato.
Un'altra risata soffocata seguì la mia.
Mi girai. Era Sulfus che cercava di reprimere un sorriso.
La sua ilarità contagiò anche me che inevitabilmente scoppiai a ridere senza ritegno.
Era sbagliato ridere, lo sapevo… però cavolo!
Sulfus scoppiò a ridere assieme a me, Uriè, Kabalè e Dolce ridacchiarono mentre Micky, Gas e Kabiria erano proprio piegati in due dal ridere.
Risi di cuore finché non mi fece male la pancia.
Feci un paio di respiri profondi, cercando di dare un po' di tregua alla mia povera milza.
« In realtà c'è ben poco da ridere! » saltò su Dolce con una smorfia, alzandosi in piedi.
I suoi vestiti erano seriamente messi molto male.
« Guardate qua come mi sono ridotta! » strillò cercando di aggiustarsi invano.
Kabalè sbuffò, aveva i vestiti mezzi strappati.
« Io sono conciata peggio! » replicò mettendosi a braccia conserte cercando l'appoggio di Kabiria per rimettersi in piedi.
« Beh… allora torniamo a scuola… » propose Gas ma Sulfus scosse la testa.
« I prof hanno detto che possiamo tornare solo in caso di estremo bisogno. » dissi.
« Però non possiamo neanche andare in giro in questo modo! » obiettò Kabiria.
Già a pensarci bene… la mia camicia lasciava intravedere molte cose che io avrei preferito tenere coperte.
Arrossii e incrociai le braccia al petto cercando di coprirmi in qualche modo.
Sulfus mi notò e si lasciò sfuggire una risata sommessa che mi fece arrossire ancora di più.
« Okay, so già che mi pentirò a dirlo però… » intervenne cauta Micky « … credo che ci serva fare un po' di shopping, che ne dite? ».
Mi lasciai sfuggire una smorfia ma Uriè, Dolce, Kabalè e Kabiria mi sembravano più che entusiaste.
« Sì andiamo al centro commerciale! » esultò Dolce.
Diedi un'occhiata ancora ai miei vestiti.
Non potevo farmi vedere così! Figurati andare in un centro commerciale!
Sulfus si sfilò la felpa nera rimanendo solo con la maglia e me la infilò per la testa, quasi come se fossi una bambina e un po' in realtà mi sentivo così.
Il suo profumo mi invase e feci passare le braccia per le maniche, infilando i pollici nei buchi che c'erano sui bordi.
Mi stava un po' grande, mi arrivava un po' sopra alle ginocchia e le maniche erano troppo lunghe ma non ebbi bisogno di arrotolarle, non mi davano fastidio.
Sulfus era davvero molto alto. Io sembravo una bambina al confronto!
Farfugliai un "Grazie" con le guance rosse e lo sguardo basso.
« Allora tutti in centro! » dichiarò Uriè entusiasta.
Sospirai.
Si prevedeva una lunga giornata imprigionati nel centro commerciale ma infondo anche a me servivano dei vestiti puliti.
Incominciammo ad avviarci alla fermata dell'autobus più vicina correndo come degli assatanati per farci vedere il meno possibile dai passanti.
Saltò fuori che io ero la più veloce del gruppo con Sulfus secondo e Uriè terza.
Arrivammo appena in tempo per non perdere l'autobus saltando su in volata.
C'era molta gente perciò dopo aver timbrato il biglietto che avevamo fatto comparire grazie alle mascotte ci mettemmo a sedere occupando tutti i posti rimanenti.
Un'altra canzone aveva iniziato a suonarmi nella testa.
Era strano perché era come se le inventassi io…
“ That feeling that doesn't go away just did. Quella sensazione che non mi lascia mai, mi ha appena lasciata.
And I walked a thousand miles to prove it. E ho percorso mille miglia per dimostrarlo. ”
Questo autobus era un po' particolare.
Non aveva gli sportelloni ad esempio e aveva dei sostegni di metallo anche sul soffitto e ho sentito dire dagli Angel che erano qua da più tempo che dovevi saltare mentre era ancora in movimento per scendere visto che molte fermate le saltava a causa dell'orario.
Uriè mi stava silenziosamente affianco lanciandomi occhiate di sbieco di tanto in tanto mentre Dolce era già partita in quarta iniziando a parlarmi di scarpe, occhiali e top.
“ And I'm caught in the crossfire of my own thoughts. E sono intrappolata nel fuoco incrociato dei miei pensieri.
The color of my blood is all I see on the rocks. Il colore del mio sangue è tutto ciò che vedo sulle rocce.
As you sail from me. Mentre salpi via da me. ”
Sulfus era rimasto in piedi, e si teneva grazie ai sostenni di metallo sopra di lui.
Il pullman si fermò a una fermata facendo entrare un'altra decina di gente e poi ripartì con uno spintone.
Affianco a me una donna che doveva avere al massimo 40 anni si appoggiò al sostegno di fianco al mio sedile, era incinta e faceva fatica a reggersi in piedi.
“ Alarms will ring for eternity. Allarmi suoneranno per l'eternità.
The waves will break every chain on me. Le onde infrangeranno ogni catena che mi trattiene. ”
Mi alzai.
« Signora si vuole sedere? » le chiesi sorridendole gentilmente.
« Oh sì grazie, sei molto gentile. » disse grata sedendosi con aria sfinita.
« Di niente. » mormorai stringendo il sostegno sopra alla mia testa affiancando quella di Sulfus che alzò il sopracciglio ironicamente.
Non gli diedi retta e guardai fuori dai finestroni il mare che spiccava timido all'orizzonte.
“ My bones will bleach. Le mie ossa sbiancheranno.
My flesh will flee. La mia carne fuggirà.
So help my lifeless frame to breathe. Dunque, aiuta la mia figura senza vita a respirare. ”
Passarono circa cinque minuti prima che il pullman arrivasse alla nostra fermata, purtroppo però si limitò solo a rallentare e non a fermarsi…
Missá che dovevamo saltare sul serio.
Chi di noi si era seduto adesso si era alzato e adesso eravamo tutti e otto ammassati per guadagnarci una posizione migliore.
“ And God knows I'm not dying but I breathe now. E Dio solo sa che non sto morendo ma respiro, ora.
And God knows it's the only way to heal now. E Dio solo sa che è l'unico modo per me di guarire, ora.
With all the blood I lost with you. Tutto il sangue che ho versato per te.
It drowns the love I thought I knew. Affoga l'amore che credevo di conoscere. ”
Io ero indietro assieme a Sulfus, dovevo saltare per ultima… meno male che a terra c'era l'erba così se fossi caduta non mi sarei fatta male.
Micky saltò per prima, Kabalè per seconda, Kabiria terza, Uriè quarta, Gas quinto, Dolce sesta.
Infine anche Sulfus saltò.
Mancavo solo io.
“ The lost dreams are burried in my sleep for him. I sogni perduti sono sepolti nel mio sonno per lui
And this was the ecstacy of a love forgotten. E così, ho dimenticato l'estasi di un amore. ”
Strinsi i pugni per farmi coraggio, il pullman stava riconquistando velocità.
Feci una piccola rincorsa e saltai, ma mi toccò camminare un po' per riacquistare l'equilibrio.
“ And I'm thrown in the gunfire of empty bullets. E sono stata scaraventata nel fuoco incrociato di proiettili vuoti.
And my blood is all I see. E il mio sangue è tutto ciò che vedo.
As you steal my soul from me. Mentre mi rubi l'anima. ”
Sulfus mi prese per un braccio e mi aiutò a ritornare dritta.
Lo ringraziai… di nuovo… e seguii gli altri nel centro commerciale.


***

Dovevamo essere lì dentro da un'ora buona…
Io ero riuscita a comprarmi un paio di jeans elasticizzati per rimpiazzare la gonna mentre per il top Uriè e Dolce si stavano scannando per decidere quale comprare, alla fine optarono per una camicetta nera molto attillata con uno scollo a V.
Io non osai nemmeno protestare e mi cambiai obbediente.
Era l'una passata e il mio stomaco stava iniziando a protestare a gran voce.
« Ragazze io ho fame! » si lamentò Uriè.
Grazie a Dio.
Nel centro commerciale esisteva un solo ristorante in cui si poteva pranzare ed ovviamente chi incontrammo lì?
Kabiria, Kabalè e Sulfus… ovviamente.
Però in ogni caso dovevo rivederlo perché gli dovevo restituire la felpa.
Anche se, adesso che ci penso, meglio che me la tenevo visto che fuori tirava vento e mi ero dimenticata di comprarmi un golf.
Ci sedemmo e con calma iniziammo a mangiare chiacchierando del più e del meno.
Dolce stava cercando in tutti modi di convincere Uriè ad aiutarla con il compito di storia ma lei continuava a rifiutare.
« Ragazze ma dove sono finiti Micky e Gas? » chiese Uriè dopo aver finito di mangiare il suo panino.
« Non lo so' però io non mi sento molto bene… » si lamentò Dolce all'improvviso, tenendosi la pancia, i lucciconi agli occhi.
« Dolce che hai? » le chiesi preoccupata.
« Mi fa male la pancia… » mormorò debolmente.
« Vuoi ritornare a scuola? Ti accompagno se vuoi… » le chiese Uriè accarezzandole dolcemente un braccio.
« Sì per favore… » sussurrò cercando di alzarsi.
Uriè le mise un braccio intorno alle sue spalle e insieme si nascosero in un posto dove si sarebbero ritrasformate e ritornate a scuola più velocemente.
Con la coda dell'occhio vidi che anche Kabiria e Kabalè stavano ritornando a scuola e Kabalè non sembrava molto in forma…
Ma che cosa stava succedendo?

Nessun commento:

Posta un commento