« A me sembra tutto a posto… » dichiarò Arckan esaminandomi la gola.
Poi mi posò una mano sulla fronte e alzando le folte sopracciglia disse: « E sicuramente non hai la febbre… ».
Ero "comodamente" seduta su un banco, Micky e Candy mi stavano a fianco,
come dei cani da guardia e tutti i miei compagni di classe mi
guardavano con sospetto.
Wow…
« Sarà… ma una volta ho caldo e subito dopo ho freddo. E poi mi sento lo
stomaco tutto sottosopra, come se fosse pieno di farfalle… » ribattei
strofinandomi le braccia con le mani.
Arckan mi squadrò un'ultima volta con occhio critico e infine annuì, pensieroso.
« Va bene, ora ascoltami bene. C'è forse qualcosa che devi dirmi? » disse guardandomi intensamente negli occhi.
Beh… diciamo che ho leggermente infranto le regole in ogni modo possibile. Per il resto tutto a posto…
Sospirai ma non abbassai gli occhi.
« No prof., non ho niente da dire… » sussurrai.
Ahia, non si dicono le bugieee… cantilenò Fire gongolando soddisfatta.
Oh, ma stai un po' zitta!
« Beh, allora non mi rimane molta scelta… » sospirò raddrizzandosi e
tirandosi più su gli occhiali sul naso affermò un chiaro e tondo « …
temo che dovrò portarti in infermeria. »
Micky mi accarezzò il braccio per farmi forza e Dolce mi diede un buffetto sulla guancia.
Non è giusto però…
Scesi dal banco con le gambe molli e mi trascinai verso la porta.
Micky e Candy mi seguirono ma furono subito bloccate da Arckan che con un'occhiata gelida le congelò al loro posto.
Inghiottii amaro e mi misi le mani in tasca, giocherellando nervosamente con le cuffiette del Mp3.
Micky mi lanciò un'occhiata mortificata ma io la rassicurai subito con
un cenno della testa mentre Arckan mi sospingeva delicatamente verso il
corridoio affollato da terreni che avevano il cambio dell'ora e da un
po' di Devil che avevano deciso di boicottare la lezione.
Coraggio mica ti ammazzano… mi dissi per auto convincermi ma non servì a
molto perché l'ansia mi strinse di nuovo il petto in una morsa ferrea.
Ma come?!? Affronti un drago senza farne una piega e poi per farti
controllare dal dottore fai tutte queste storie? Sei veramente
infantile… mi rimproverò Fire.
Ti prego non ti ci mettere pure tu!
Beh… potresti fare qualcosa di trasgressivo per una volta nella tua vita
e svignartela appena il nonnetto si gira, che ne dici? mi consigliò con
un ghigno sul viso da bambola.
Ma fammi il favore!
Quale? chiese con un faccino da angioletto.
Alzai gli occhi al cielo scuotendo la testa nel vano tentativo di non sentire più la sua fastidiosa presenza nella testa.
Guarda che io non me ne vado tanto facilmente dichiarò esaminandosi le unghie perfette.
Beh se non posso farti sparire allora ti ignorerò.
Fire mi guardò con aria incuriosita ed io per tutta risposta accesi l'Mp3 e mi cacciai le cuffie nelle orecchie.
Fire sbuffò contrariata mentre io cercavo una canzone.
Certo che sei davvero antipatica per essere un'Angel… si imbronciò lei.
Mi si strinse il cuore e addolcendo il tono della voce le risposi
sussurrando: « Mi dispiace Fire ma voglio stare un po' da sola e non
pensare a niente e a nessuno… ne ho bisogno… ».
Lei fece una smorfia.
Da quando sei diventata così smielata Angel? mi criticò.
Ma uffa! Non ne faccio mai una giusta!!!
Non è colpa mia se tu sei strana… dichiarò mangiucchiandosi l'unghia del pollice.
Schiacciai play e la musica coprì il chiacchiericcio universale con le note di un violino.
Guardai il display e lessi distrattamente il titolo della canzone: " Rather be " di Clear Bandit e Jess Clynne.
* Siamo ad un centinaio di miglia dal comfort,
abbiamo viaggiato per terra e mare.
Ma finchè sei con me, non c’è nessun
Posto dove preferirei essere! *
Superammo il corridoio dove si trovava l'aula sfida, passando davanti al
corridoio della stanza dei ritratti… lì non osai alzare gli occhi e con
sguardo basso lo superai seguendo docilmente il prof.
* Aspetterei per sempre, esaltato nella scena.
Finchè sono con te, il mio cuore
Continuerà a battere… *
Arckan si fermò di colpo ed io per poco non gli caddi addosso.
« Via! Fate largo! Lasciate passare la prof.! » riuscii a sentire il vocione di Gas malgrado la musica.
Di istinto alzai la testa e la scena che mi si presentò davanti aveva un ché di comico…!
* Con ogni passo che abbiamo fatto,
da Kyoto alla baia.
Abbiamo viaggiato per molto e a caso.
Siamo diversi e uguali,
ti ho dato un altro nome…
Cambia le batterie! *
Gas si stava facendo largo attraverso la folla seguito subito dopo da una Temptel esasperata.
Oddio sembrava sul serio un buttafuori!
Trattenni un risolino tappandomi la bocca con una mano.
« Gas! Guarda che ci passo non c'è bisogno di essere così zelanti! »
sentii la flebile protesta della professoressa seguita subito dopo da
un'altra.
« Mi gira la testa soltanto a sentirlo! »
Oddio questa voce…
Arrossii di colpo e abbassai la testa imbarazzata.
Il prof mi guardò preoccupato.
« Raf tutto a posto? » mi chiese poggiandomi una mano sulla fronte con aria paterna.
Io annuii senza guardarlo e lanciai un'occhiata di sbieco dalla loro parte.
Già… non mi ero sbagliata… era proprio lui.
Camminava con il suo solito passo da felino e la sua tranquillità snervante e disinvolta a fianco della professoressa.
E venivano proprio dove stavamo andando noi…
Lui appena mi notò alzò un sopracciglio con un sorriso ironico dipinto sul volto.
A quell'occhiata non mi feci di certo intimidire così mi raddrizzai e alzai fieramente il mento con aria testarda.
* Se mi dai una possibilità la prenderò.
É uno sparo nel buio ma lo farò.
Sappilo con tutto il tuo cuore,
non puoi farmi vergognare! *
Arckan seguì il mio sguardo e quando capì chi stavo fissando come una
pervertita fece una smorfia disgustata e lo sentii irrigidirsi subito.
Ormai eravamo davanti alla porta dell'infermeria quando ci raggiunsero.
Arckan mi aprì subito la porta facendomi cenno di entrare con la testa.
* Quando sono con te,
non c’è nessun altro posto in cui
Preferirei essere! *
Io entrai con aria sinceramente intimorita e mi guardai nervosamente attorno.
Era una sala d'attesa piuttosto… ehm… spoglia.
* N-n-n-no, no, no, nessun altro posto dove preferirei essere!
N-n-n-no,no,no,nessun altro posto dove preferirei essere!
N-n-n-no,no,no,nessun altro posto dove preferirei essere! *
Insomma c'erano solo due sedie moderne nere e un tavolino bianco con
sopra qualche giornale abbandonato che nessuno doveva aver mai toccato.
* Ci siamo imbarcati un una missione per trovare…
La pace suprema.
Renderla per sempre cosi nulla è
Incompleto. *
In entrambi i lati della stanza c'erano due porte, una bianca e l'altra
nera. Il pavimento aveva come fantasia una tavola a scacchi di marmo.
L'unica nota di colore era la scritta sul muro nero fatta con della
vernice viola: " Così diversi da scontrarsi eppure così necessari per
completarsi. "
Chissà cosa voleva dire…
* É facile essere con te, sacra semplicità.
Finchè siamo assieme, non c’è nessun posto dove preferirei…
Essere! *
Lanciai un'occhiata a Sulfus, anche lui stava leggendo, la testa
inclinata da un lato e l'aria confusa. Lo vidi girarsi sentendo
probabilmente su di lui il mio sguardo insistente.
I suoi occhi incrociarono i miei, mi sfiorarono con uno sguardo intenso.
Vidi che sorrideva leggermente, nel suo modo strafottente… e adorabile… assolutamente bellissimo.
Distolsi lo sguardo, un timido sorriso aleggiava dolcemente sulle mie
labbra, sentivo le guance calde e il mio stomaco era percorso da dolci
fitte.
A un certo punto le dita gentili del professore mi sospinsero verso una sedia lucida e nera, facendomi tornare l'ansia.
« Togliti le cuffie Raf. » mi ordinò il prof stringendomi dolcemente una spalla.
Sospirai e con un piccolo strattone al filo, le cuffie mi caddero in
grembo, le arrotolai con cura attorno all'Mp3 bianco e poi me lo cacciai
in tasca.
Appoggiai la nuca allo schienale della sedia e chiusi gli occhi sconsolata.
« Vedrai che non sarà affatto doloroso… » mi sussurrò Arckan con aria rassicurante.
Io gli rivolsi un sorriso spento e mi girai verso Sulfus. Era seduto
scompostamente su una sedia uguale alla mia, davanti a me. La Temptel
era appoggiata al muro, le braccia incrociate al petto e l'aria
annoiata.
Sentii Arckan tossire nervosamente e lanciare occhiate assassine alla Temptel.
Lei lo guardò con le sopracciglia alzate e una profonda ironia nel sorriso.
« Non ti senti bene collega? Potresti approfittarne per farti visitare. » disse sarcasticamente.
Aveva una voce stridula e profonda al tempo stesso ma non poi così spiacevole…
« Sto' benissimo grazie è solo la tua presenza che mi crea qualche disturbo allo stomaco… » ribatté freddamente Arckan.
« Ma come ti permetti!!! » tuonò la Temptel staccandosi bruscamente dal muro.
Di riflesso Arckan fece un passo avanti, le piume delle sue ali mi
solleticarono il braccio. Beh… le mie di ali erano ridotte abbastanza
male… erano completamente fatte di pastafrolla!
Oggi non ho volato neanche un po' notai preoccupata.
Le porte ai lati della stanza si aprirono rivelando un Angel e un Devil
abbastanza anziani, uno con il camice bianco. I caratteristici capelli
biondi e gli occhi azzurri di noi Angel e uno sguardo gentile e l'altro
con cortissimi capelli neri e occhi marrone scuro.
« Posso aiutarla? » chiese l'Angel avvicinandosi ad Arckan.
Lui distolse l'attenzione dalla Devil e si rivolse cordialmente
all'Angel, esponendogli i miei sintomi. Io non lo stetti molto a sentire
ma rivolsi completamente la mia attenzione all'interno della porta
bianca.
All'interno riuscii solo a vedere un lettino coperto con della carta bianca.
Oddio aiuto…
Il mio settimo senso mi avvertì che qualcuno mi stava fissando… ed ero anche abbastanza certa di chi era quel qualcuno.
Mi girai, lanciando un'occhiata piena d'ansia a Sulfus.
Mi stava guardando con una nota ironica, come se fossi una bambina che ha paura del dottore. E in effetti…
Lui scosse bonariamente la testa formando con le labbra la parola "fifona".
Io mi imbronciai e gli feci la linguaccia in risposta.
Lui rise sommessamente e infilò una mano in tasca tirando fuori dei fili
neri che poi scoprii essere cuffie e cacciarsele nelle orecchie.
Io gli lanciai un'occhiata assassina che gli provocò un'altra risata e accese l'iPod nero.
Ma guarda te! Io no e lui sì?
Lui si strinse nelle spalle come a dire "arrangiati" ed aggrottai la fronte in risposta.
Ah sì?
Chiusi gli occhi concentrandomi e poi mormorai: « Think Fly… ».
Le voci mi sfondarono la mente riempiendomi la testa. Feci una smorfia e diressi il flusso verso Sulfus.
Le note ipnotiche di una chitarra mi riempirono la mente.
La conoscevo quella canzone… era "Castle of glass" dei Linkin Park.
Mi tappai le orecchie con le dita così da sentire meglio le note, muovendo quasi inconsapevolmente la testa a ritmo.
* Take me down to the river bend- Portami fino all’ansa del fiume.
Take me down to the fighting end- Portami fino alla fine della lotta.
Wash the poison from off my skin- Lava via il veleno dalla mia pelle.
Show me how to be whole again- Mostrami come essere di nuovo completo. *
Lui cominciò a tenere il tempo con il piede e appoggiò la nuca allo
schienale della sedia guardandomi di sottecchi con un sorriso sulle
labbra sensuali e carnose.
« Fly me up on a silver wing. Past the black, where the sirens sing… » cantò mormorando piano.
Aveva una voce magnifica…
" Fammi volare su un’ala argentata. Oltre l’oscurità, dove cantano le sirene… "
Gli sorrisi e ribattei mormorando: « Warm me up in a nova’s glow.
And drop me down to the dream below’… ».
" Riscaldami sotto l’incandescenza di una supernova.
E fammi scendere sul sogno che c’è in basso… "
Mi guardò sorpreso ed io mossi piano un'ala per fargli vedere che luccicava un po'.
Lui mimò un: « Ah… » e con aria complice cantò il ritornello.
« ’Cause I’m only a crack in this castle of glass.
Hardly anything left for you to see…
For you to see! » cantammo insieme.
La cosa iniziò subito a prendermi la mano e a quanto pare neanche a lui
dispiaceva perché questa volta ci eravamo dimenticati di moderare il
tono della voce in un sussurro indiscreto, trasformandolo in un vero e
proprio canto.
Le note della chitarra ci riempirono la mente e iniziammo a tenere il tempo con un piede.
Sentii le mie spalle muoversi quasi inconsapevolmente a tempo con la musica, la testa pure.
« Bring me home in a blinding dream,
Through the secrets that I have seen. » cantai io guardandolo negli occhi.
"Portami a casa in un sogno abbagliante.
Attraverso i segreti che ho visto… "
« Wash the sorrow from off my skin.
And show me how to be whole again! » mi rispose staccandosi piano dallo schienale, appoggiando i gomiti alle ginocchia.
“ Lava via il dolore dalla mia pelle.
E mostrami come essere di nuovo completo! "
« ‘Cause I’m only a crack in this castle of glass.
Hardly anything left for you to see…
For you to see! » cantammo all'unisono. Ci misi tutta me stessa in quel pezzo, non mi importava di nient'altro in quel momento.
Risi e tesi una mano verso di lui mentre cantavamo: « ‘Cause I’m only a crack in this castle of glass.
Hardly anything else I need to be… » .
" Perché sono soltanto una crepa in questo castello di vetro.
Non mi serve essere praticamente nient’altro… ".
« Cause I’m only a crack in this castle of glass.
Hardly anything left for you to see…
For you to see! » alzai piano il braccio per poi abbassarlo subito mentre cantavo furiosamente l'ultimo verso della canzone.
Ci guardammo per poi scoppiare a ridere
Avevo il fiatone e avevo urgentemente bisogno di un bicchiere d'acqua gelida.
Mi guardai attorno e vidi che tutti ci stavano fissando con sospetto. I
dottori avevano entrambi le fronti aggrottate mentre i prof erano
allibiti.
Mi schiarii la voce a disagio e con lo sguardo basso mi avvicinai al dottore e sussurrando gli dissi: « La prego mi visiti… ».
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