sabato 26 luglio 2014

Capitolo 39 - Black Eyes


REINA

La neutra rivide la Figlia della Dea della notte attraversare il portale con un ghigno, nascosto dalla sua maschera, sul volto magro e pallido.
Una risata acuta e malefica proruppe dalla sua gola facendo rabbrividire il servo al suo fianco.
« Credevano di potersi liberare di me eh? » rise lei, una risata amare senza un briciolo di gioia. Solo ironia profonda.
Rise ancora, più forte di prima.
« Poveri… poveri illusi… mi avete soltanto agevolato la cosa! »
Il servo la guardò con aria confusa.
« Ma nel Domum non avete poteri mia Signora, non potreste fare nulla. Nemmeno io posso entrarci.» sussurrò in un soffio.
Reina lo guardò, gli occhi attraverso la maschera, si riempirono di ira cieca.
Gli punto un dito contro e da lì partì una scarica che lo colpì in pieno petto. Il servo gridò di dolore, il corpo che si agitava, percosso dalle convulsioni.
« Non osare mai più contraddirmi servo! Ne parlare più senza il mio permesso! » gli sibilò contro la Neutra.
« Ho un infiltrato nel Domum che eseguirà i miei ordini al posto tuo inutile verme! E lì saranno meno controllati che alla Golden School! » disse e poi un pensiero balenò pericolosamente nella sua mente.
« E poi Raf e Sulfus saranno nelle mie mani! » gridò quasi e riprese a ridere.
Il servo rimase rannicchiato a terra cercando di riprendersi e con un fil di voce sussurrò un: « Imploro perdono Mia Signora… » che non venne udito.


RAF

Cora spinse il pesante portone d'acciaio, appoggiandocisi con tutto il corpo ma riuscì ad aprirla solo quel tanto che bastava a far passare una persona.
Mmh…
Mi chiedo come Lucien abbia fatto ad aprirla senza il minimo sforzo… ma considerando le esili braccia di Cora potrebbe anche essere dovuto alla sua mancanza di muscoli.
« Passa, su. » mi incitò gentilmente lei.
Non me lo feci ripetere due volte e, grazie a Dio che ero minuta, riuscii ad uscire senza strizzarmi per passare.
Cora mi seguì e lasciò andare la porta d'acciaio come se scottasse.
Una musica vibrava nell'aria, all'interno dell'edificio e riuscivo a sentirla anche adesso che ero fuori.
Tendendo le orecchie riuscii a distinguere le note di Neon Lights di Demi Lovato.

Baby, when they look up at the sky.
We’ll be shooting stars just passing by.
You’ll be coming home with me tonight.
We’ll be burning up like neon lights.

Piccolo quando guarderanno su nel cielo
Noi saremo stelle cadenti solo di passaggio
Verrai a casa con me stanotte
E bruceremo come luci neon

« Allora… iniziata. » mi richiamò Cora.
« Non ho mai avuto il tempo di presentarmi… grazie a qualcuno. » disse posata, le mani incrociate dietro alla schiena dritta e composta. Era costretta ad alzare un po' la testa perché era di qualche centimetro più bassa del mio metro e sessantacinque.

Please still my heart cause it’s freaking out, it’s freaking out, right now.
Shining like stars cause we’re beautiful, we’re beautiful, right now.

Per favore calma il mio cuore perché è fuori di testa, fuori di testa. Adesso
Brilliamo nel cielo come stelle perché siamo bellissimi, siamo bellissimi

Camminavamo tranquille lungo la vecchia autostrada abbandonata circondata dai palazzi, la luna regnava ancora nel cielo.
Cora aveva un sorriso rilassato sulle labbra e cordialità infinita negli occhi… doveva essere un'angelo sicuramente ma preferii chiederglielo più tardi per non fraintendere e rischiare di offenderla.

You’re all I see in all these places.
You’re all I see in all these faces.
So let’s pretend we’re running out of time, of time.

Sei tutto quello che vedo in questi luoghi
Sei tutto quelli che vedo in queste facce
Quindi fingiamo che stiamo correndo fuori dal tempo, dal tempo

« Il mio vero nome… è Caroline Staid, ma il mio nome da Istruttrice è Cora. » si presentò e mi porse una mano.
« Piacere di conoscerti Cora. » dissi stringendogliela rispettosamente.
« Scusa l'impertinenza ma… quando hai detto "nome da Istruttrice" tu intendevi soprannome giusto? E poi come fai a essere un'istruttrice? Sei giovanissima. » le chiesi un po' incerta.

Baby, when they look up at the sky.
We’ll be shooting stars just passing by.
You’ll be coming home with me tonight.
And we’ll be burning up like neon lights.

Piccolo quando guarderanno su nel cielo
Noi saremo stelle cadenti solo di passaggio
Verrai a casa con me stanotte
E bruceremo come luci neon

Lei scosse la testa.
« No, non proprio. Dopo aver fatto il test gli iniziati, cioè voi, hanno il diritto a cambiare nome. Sai… è la classica mentalità da: "Ti stai lasciando il passato alle spalle, casa, famiglia eccetera non contano più. Ora sei un'altra persona e devi ricominciare da capo". » mi rispose lei alzando gli occhi al cielo.
« E comunque ho solo quattro anni in più di te, è vero. Ma l'età qui dentro non conta. » aggiunse stringendosi nelle spalle.

Neon lights…
Neon lights…
Neon lights…
Like neon lights…!
Like neon lights…!

« Ah… ho capito. Ma se uno non vuole cambiare nome? » chiesi.
Con i nomi ero già fin troppo incasinata… Elena, Lucinda, Raf e adesso se ne deve aggiungere un altro ancora? Meglio di no.
« Beh… non ti conviene in realtà. Perché poi gli altri Istruttori ti prenderebbero di mira. Sai com'è… penserebbero che tu voglia rimanere attaccata al passato… » mi spiegò sospirando «… ed è proprio quello che cercano di evitare. ».

Please still my heart cause it’s freaking out, it’s freaking out, right now.
Shining like stars cause we’re beautiful, we’re beautiful, right now.

Per favore calma il mio cuore perché è fuori di testa, fuori di testa. Adesso
Brilliamo nel cielo come stelle perché siamo bellissimi, siamo bellissimi

Era anche vero che la prima impressione era quella più importante. Dovevo imparare a mettere i miei capricci in secondo luogo.
Però…
« Però Lucien non ha cambiato nome. » protestai dubbiosa.
Lei mi guardò con l'aria di essere appena cascata dalle nuvole.
« Lucien? » mi chiese incerta.
Tirai un calcio a un sassolino di passaggio, facendolo sbattere contro un ramo, il corvo che era appoggiato al ramo gracchiò contrariato e spiegando le ali al massimo volò fino alla ruota di un camion abbandonata sul marciapiede.
Lo ignorai.

You’re all I see in all these places.
You’re all I see in all these faces.
So let’s pretend we’re running of time, of time.

Sei tutto quello che vedo in questi luoghi
Sei tutto quelli che vedo in queste facce
Quindi fingiamo che stiamo correndo fuori dal tempo, dal tempo

« Sì il ragazzo che ci ha interrotte quando sono apparsa qui. » le spiegai.
« Oh, tu intendi Liuce (Laius) ? Non sapevo che si chiamasse Lucien realmente… » disse, poi si fermò e si guardò attorno.
« Forse è meglio tornare indietro, ci siamo allontanate troppo, non credi? » mi fece notare lei.
Mi guardai attorno anche io e in effetti ci eravamo allontanate di molto. Lei sembrava avere il fiatone ma io non mi ero nemmeno accorta di aver fatto tutti quei metri.
« Sì hai ragione meglio tornare. » concordai e ci dirigemmo verso l'edificio.

Baby, when they look up at the sky
We’ll be shooting stars just passing by
You’ll be coming home with me tonight
And we’ll be burning up like neon lights

Piccolo quando guarderanno su nel cielo
Noi saremo stelle cadenti solo di passaggio
Verrai a casa con me stanotte
E bruceremo come luci neon

« Ascolta ti posso chiedere una cosa? » dissi dopo un po'.
Cora annuì.
« In che cosa consiste il test? » chiesi finalmente.
Cora ridacchiò e si limitò a rispondermi con un vago: « Vedrai… vedrai. ».
Sbuffai indispettita e incrocia le braccia sul petto.
« Ma sono l'unica qui a non sapere cosa sia? »
« No, nemmeno gli altri lo sanno sta tranquilla. » mi rispose con una nota ironica nella voce.

Baby, when they look up at the sky
We’ll be shooting stars just passing by
You’ll be coming home with me tonight
And we’ll be burning up like neon lights

Piccolo quando guarderanno su nel cielo
Noi saremo stelle cadenti solo di passaggio
Verrai a casa con me stanotte
E bruceremo come luci neon

Tacqui per un po', la musica si stava riavvicinando.
Oltrepassammo la ruota del camion abbandonata e facemmo qualche altro metro.
« Non mi hai ancora detto come ti chiami. » mi fece notare Cora.
« Raf, mi chiamo Raf. » risposi automaticamente.
Cora mi lanciò un'occhiata di sbieco.
« Sei sicura? »
Ah è vero dovevo cambiare nome…
Ci pensai un po', guardandomi attorno in cerca di ispirazione, mi sedetti su un masso appoggiato ai piedi dell'albero rinsecchito davanti alla porta d'acciaio e pensai a un nome.

Neon lights…
Neon lights…
Neon lights…
Like neon lights…!
Like neon lights…!

Un corvo sopra di me gracchiò. Guardai su, verso un ramo sopra alla mia testa.
Il corvo mi guardò arruffando le penne. Gracchiò ancora e spiegò le ali spostandosi verso un ramo più vicino a me.
Cora si appoggiò al tronco dell'albero e attese.
Il corvo gracchiò di nuovo e mi beccò piano una spalla per attirare la mia attenzione.
Lo guardai incuriosita.
« Che cosa vuoi tu? » mormorai giocosamente verso il corvo.

Shining like stars cause we’re beautiful, beautiful…
You’re all I see in all these places.
You’re all I see in all these faces.
So let’s pretend we’re running of time, of time.

Brilliamo nel cielo come stelle perché siamo bellissimi, siamo bellissimi
Sei tutto quello che vedo in questi luoghi
Sei tutto quelli che vedo in queste facce
Quindi fingiamo che stiamo correndo fuori dal tempo, dal tempo

Era lo stesso di prima, lo capii perché aveva delle striature di riflessi blu e viola sulle ali nere come la notte ed era anche molto grande… non era un corvo comune.
E credevo pure che non era la prima volta che lo vedevo.
Il corvo gracchiò e mi beccò giocosamente i capelli scompigliandomeli con le ali mentre passava dal ramo alla mia sinistra alla pietra, di fianco a me.
Risi e allungai una mano per accarezzarlo, lui non si mosse, si limitava a guardarmi muovendo il capo con piccoli scatti.

Like neon lights…!
Like neon lights…!

Gli accarezzai la schiena con delicatezza, cercando di rimanere il più leggera possibile.
Non sembrava dispiacergli, anzi, strusciò il becco e il capo contro il mio polso.
Allora presi più confidenza e lo accarezzai sul capo.
« Mmh… strano che si sia avvicinato. » disse Cora guardando sia me che il corvo con curiosità.
« Di solito appena uno si avvicina anche di poco, soffiano e se ne vanno. » continuò Cora piegandosi per guardarlo meglio.
Il corvo avvertendo la presenza dell'Istruttrice gracchiò e volò di nuovo verso il ramo che si protendeva verso il terreno, vicino a me.

Please still my heart cause it’s freaking out…

Per favore calma il mio cuore perché è fuori di testa…

Finì la canzone. Nell'edificio regnò un silenzio spezzato solo dal chiacchiericcio dei sempiterni che non durò a lungo poiché un'altra canzone iniziò a vibrare nell'aria.
Riconobbi le note della canzone "Mmm yeah" di Austin Mahone e Pitbull.
Mi piaceva molto il ritmo di quella canzone!
« Cosa succederebbe secondo te se gli porgessi il polso? Ci salirebbe? » le chiesi osservandolo.
Lei si strinse nelle spalle.
« Non ne ho idea, ma provare non costa nulla no? Se ci sale però stai attenta agli artigli. Sono piuttosto affilati. » mi avvertì lei.
Annuii.
Il corvo aveva iniziato a pulirsi le penne dell'ala sinistra con aria annoiata.

Austin man keep doin yo thing.
Let these boys keep slippin mane.
I’m not into gymnastics but I’m into flippin things.

Austin, continua a fare quello che fai
Lascia che questi ragazzi si sfilino la criniera
Non mi piace la ginnastica ma mi piace gettare cose

Gli portai il polso destro davanti e quando vidi che non mi aveva notata fischiai per attirare la sua attenzione.
Lui smise di beccarsi le penne e mi guardò.

I told these women that it’s all about
the team, Jordan and Pippen mane
So if you wanna join the team
Now tell me up in this thing
Dale!

Ho detto a queste donne che riguarda tutto la squadra
Jordan e Pippen Mane
Se vuoi unirti alla squadra
Ora dimmi questa cosa
Dai!

Abbassò il capo e aprì le ali lasciandosi cadere giù dal ramo, planando poi si posò sul mio braccio. Una zampa mi stringeva l'indice, il medio e l'anulare e l'altra stringeva il polso, gli artigli mi pizzicarono un po' la pelle ma erano sopportabili. Non pesava molto nonostante le sue dimensioni e dovevo far poca forza con il braccio per tenerlo sollevato.

When I saw her…
Walking down the street.
She looked so fine…
I just had to speak.

Quando l’ho vista…
Camminare per strada.
Era così bella…
Dovevo parlarle.

Mi portai il polso davanti al viso per guardarlo meglio.
Aveva degli occhi grandi, in proporzione al suo muso ma sembravano piccoli perché il colore si confondeva con quello delle piume.
« Quindi… hai deciso il tuo nome? » mi chiese ancora Cora.
Questa volta sorrisi.

I asked her name…
But she turned away.
As she walked…
All that I could say was.

Le ho chiesto come si chiamava
Ma lei è andata via
Quando camminava
Tutto quello che riuscivo a dire era

Sì, lo avevo trovato.
« Raven. » risposi con decisione.
Poi guardai di nuovo il corvo e sussurrai: « Mi chiamo Raven adesso… ».
Cora annuì.
« Mi piace. » disse.
La guardai e lei mi sorrise.
Il corvo non sentendosi più al centro dell'attenzione mi beccò una guancia, gracchiando.
Risi e con l'altra mano gli accarezzai delicatamente il petto con il dorso del dito medio.

Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
All that I could say was…

« Che c'è diavoletto? Vuoi un nome pure te? »
Il corvo gracchiò ancora e con un battito d'ali si aggrappò alla mia spalla. La mia testa gli arrivava sotto al collo.
« Mmh… avrei la tentazione di chiamati Black ma sarebbe troppo scontato eh? » chiesi a Cora che, con una smorfia, annuì.
« Che ne dici di… » ci pensò un po' su e alla fine disse «… Midnight? ».
Un po' scontato pure quello però gli stava bene.
« Tu che dici diavoletto? » gli chiesi alzando un po' la testa per guardarlo.
Il corvo gracchiò e mi beccò ancora la guancia, dolcemente.
« Non c'è di che! » risi io.
Il fischio di un microfono interruppe la musica all'interno dell'edificio.
« Iniziati riunitevi tutti qui! » disse una voce di donna.
Cora si alzò e mi diede una mano per aiutare ad alzarmi.
« Dobbiamo andare su. » mi incitò.
Io le afferrai la mano.
Midnight spiegò le ali e volò verso una sbarra di metallo sporgente, incastrata nello stipite superiore della porta.
Nel farlo, le sue piume mi accarezzarono una guancia come una carezza.
Si appoggiò alla sbarra e abbassò il capo per vedere cosa facevamo.
Cora aprì la porta d'acciaio con una spallata frettolosa, io le tenni aperta la porta appoggiandomici sopra e lei ringraziando entrò.
Midnight la seguì subito, con un balzo era sceso in picchiata ed era entrato dentro.
Io non avevo tempo da perdere e non controllai dove fosse andato. Entrai e chiusi la porta sostenendola per evitare che sbatta.
Corsi verso il centro della sala dove almeno un migliaio di sempiterni si erano radunati.
Era stato montato una specie di ripiano alto un metro e mezzo buono, oppure c'era già ed era sotto il pavimento?
Era questa l'impressione che dava perché il ripiano dove una donna di mezza età vestita con un abito viola intenso che le arrivava al ginocchio camminava avanti e indietro ispezionandoci, aveva l'acqua e le stesse luci del pavimento.
Spintonai un po' sotto gli sguardi torvi degli altri sempiterni e alla fine riuscii a guadagnare una buona posizione.
La mia statura giocava a mio vantaggio perché riuscivo a incastrarmi nei piccoli spazzi che si creavano tra una persona e l'altra.
Un mormorio continuo regnava nella sala.
« Ssh…! » sibilò la donna e, non so come perché non aveva nemmeno un microfono in mano, riuscì a sovrastare il mormorio generale e trasformarlo in un silenzio con la S maiuscola.
Molto probabilmente era la sua figura oppure il suo tono autoritario, comunque qualunque cosa fosse riuscì a far tacere anche me.
La donna camminò un po', guardandoci e allo stesso tempo ignorandoci. I tacchi neri ticchettavano ogni volta che faceva un passo e mi misero addosso una grande ansia.
Alla fine si fermò in mezzo a quel ripiano simile a un palco e allargò le braccia con grazia come a volerci abbracciare tutti con quel gesto.
« Benvenuti nel Domum iniziati! » annunciò, il tono della voce imperioso, gentile e severo assieme.
« I tre Dipartimenti sono lieti di vedervi così numerosi. E così desiderosi di aiutare i vostri rispettivi popoli. » continuò lei ricominciando a camminare e a guardarci a uno a uno.
« Io sono Lidia e sono una Eligita. Mi occuperò di controllare i vostri orientamenti nel Dipartimento e di registrarvi nei vari Dipartimenti. » disse.
« Io sono un'angelo ma ho il diritto di monitorare anche i risultati dei demoni. » chiarì lei.
« Oh sì perché in questa preparazione non conterà chi sarà angelo e chi demone. Ma ovviamente ci sarà sempre la regola universale del Veto. Vietato Esporsi, Toccare, Ostacolare. » lo disse con una voce che mi spaventò data la sua intensità.
« Quindi evitate di diventare troppo intimi oppure potrebbe scappare l'ormone a qualcuno. » aggiunse poi strappando una risatina generale.
« Per noi sarete esattamente uguali, non ci saranno preferenze di razza tra gli istruttori a cui verrete assegnati ne tanto meno di simpatia. » disse con un piccolo ghigno rivolto a qualcuno, probabilmente un istruttore o un'istruttrice.
Mmh… iniziavamo bene…
« Molti di voi avranno sicuramente già scelto in quale Dipartimento andare. Ma ahimè vi dò una brutta notizia. Non sarete voi a scegliere il Dipartimento ma sarà un test a decidere per voi. » annunciò la donna senza un briciolo di espressione nel volto.
Sì questo già lo sapevo ma a quanto pare molti qui dentro no.
« Cosa!?! » gridò una ragazza dietro di me con l'incredulità nella voce.
La sala si riempì di voce stupite, incredule e alcune persino arrabbiate.
« Non è giusto! » gridò un ragazzo alto e muscoloso.
La donna alzò una mano e gridò: « Basta! ».
La sala cadde di nuovo nel silenzio più totale.
« Il test non è un estrattore dell'otto ragazzi. » sibilò.
« Vi indicherà a quale dipartimento siete più affini. E credetemi nessuno e dico NESSUNO che abbia eseguito il test si è mai lamentato del Dipartimento sceltogli. » disse e poi unì le mani dietro alla schiena ricominciando a camminare.
« Credetemi so cosa provate, ci sono passata anch'io. » disse lei con un piccolo sorriso divertito.
Era strano… ma quella frase mi ricordò tanto mia madre.
Quando ero piccola non avevo mai voglia di andare a scuola, volevo sempre rimanere fuori a giocare e stare nei giardini o alla spiaggia e ricordo mia madre che diceva: « Lo so che è noioso andare a scuola, tesoro. Ma ti servirà quando sarai più grande. Credimi, ci sono passata anch'io. ».
Al pensiero di mia madre mi venne fuori una smorfia. Non sapevo nemmeno se fossi realmente figlia sua…
« Io volevo andare nel Dipartimento dei Meriteori perché mi affascinava il loro lavoro, la loro devozione nel dare una casa, cibo, acqua e cure a tutti gli abitanti del mio popolo.» continuò lei.
Qualcuno mi afferrò una spalla ed io mi girai spaventata da quel contatto improvviso. Probabilmente ero troppo concentrata sul discorso della donna in viola.
Era Lucien.
« Ehi… » mormorò lui salutandomi.
« Ehi ciao… » gli risposi e sorridendo aggiunsi « …Liuce. »
Lucien, o meglio, Liuce fece una risata sommessa alzando leggermente gli occhi al cielo.
« Purtroppo… il test mi ha indirizzata in un altro settore perché scoprii di non essere qualificata per curare le persone o in qualche modo aiutarle con il cibo, l'acqua, le case e così via. Ma in compenso scoprii di essere dotata di un intelletto molto sviluppato e di una ragione e una logica molto preziosi che sarebbero serviti molto al mio popolo. » continuò lei.
Lucien mi strinse una spalla con la mano ed io poggiai la mia sulla sua.
« Così mi indirizzarono negli Eligiti e sono orgogliosa e lietissima di essere stata classificata in quel Dipartimento perché è un lavoro che faccio bene e volentieri. » annunciò, il mento un po' alzato in uno sguardo fiero, per un attimo i suoi occhi grigi mi guardarono e un brivido gelido mi percosse la schiena.
Lucien aumentò la presa sulla mia spalla.
« E sono sicura che vi troverete tutti benissimo nel Dipartimento che il test vi sceglierà. » concluse.
« Comunque… in che cosa consiste il test? » si chiese Lidia.
Domanda retorica ovviamente…
« Beh è molto semplice… dovrete semplicemente entrare in una camera di controllo. La camera è fatta da tanti monitor che vi ispezioneranno la mente. Dopodiché creerà un'allucinazione adatta alla vostra mentalità che ci permetterà di classificarvi nei vari Dipartimenti. » ci spiegò.
Mmh… mi ricordava molto l'aula sfida della Golden School.
Ma la spiegazione era molto… limitata diciamo.
« Coraggio allora! » ci incitò Lidia battendo le mani, un suono secco che mi fece sobbalzare.
Si posizionò al centro del palcoscenico e tirò fuori una sfera bianca molto simile a quella che Arckan aveva usato per portarmi qui.
La gettò a terra sprigionando la stessa nebbiolina bianca che poi si unì e formò uno squarcio di luce.
« Mettetevi in fila ed entrate nel portale! Una volta finito il test riapparirete davanti al portale prescelto. » disse indicando le grotte che avevo notato quando sono apparsa qua.
I ragazzi parlottarono ancora ma fecero come chiesto.
Molti si sparsero in fondo alla sala lasciando che quelli più vicini al palco passino per primi. Dei ragazzi fecero ripartire la musica di prima ed io gli ringraziai mentalmente per questo. Mi aiutava per sciogliere la tensione…

Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
All that I could say was…

Io ero la decima nella fila, la statura giocava a mio vantaggio.
Quello davanti a me era il ragazzo che aveva parlato prima… quello alto e muscoloso.

Rollin up one time, we’ll make it up as we go.
I know you feel it cus I mean what I said said said said…

Una volta arrivati, faremo pace
So che lo senti, perché penso davvero a quello che ho detto…

La statura era come quella di Gas, alto, grosso e potente ma era un po' più magro di lui e forse un po' più alto.
Gli arrivavo a malapena al petto.
Ci sono solo sette persone tra me e il portale ora.
Era una tortura aspettare.
Sentire il proprio cuore battere per la paura dell'ignoto e l'eccitazione di provare a scoprire qualcosa di nuovo.

We can do whatever, do whatever we want.
If she walk past me I say hehehe…

Possiamo fare qualsiasi cosa, qualsiasi cosa vogliamo
Se lei mi passa accanto, dico hehehe…

Mi logorava.
Il sempiterno successivo, un ragazzo con un fisico quasi da bambino e i capelli cortissimi, entrò nel portale. Gli vidi le gambe tremare prima di saltare.
Non ci volle molto.
Un minuto dopo era già apparso davanti al portale a lui destinatogli.
Sembrava sconvolto…
Sudato e pallido mosse dei passi incerti verso il portale.
Era un Meriteore ora.

So tell me where you’re from, where you wanna go.
But she walked past me like ain’t said a word.
Stood there like man…

Allora dimmi da dove vieni, dove vuoi andare.
Ma lei mi è passata accanto e io non ho detto una parola.
Stavo là come un uomo…

Erano in molti ad esserlo… Lucien, Cora, il ragazzo e gli altri sei prima di lui erano tutti finiti nei Meriteori.
Ed io?
Finirò anch'io in quel Dipartimento?
Nessuno dei sempiterni in fondo e affianco alla nostra colonna sembravano spaventati.
Dovevano essere degli iniziati che avevano voluto venire a vedere i nuovi arrivati… lo capii perché dovevano avere uno o due anni in più di me.

Girl I don’t usually feel some type of way.
But this one hear me out it’s some kind of place…

Io non mi sento così di solito
Ma questa volta, ascoltami

Avevo notato che la maggior parte avevano tatuato sul braccio un sole con varie filigrane all'interno del cerchio. Era tatuato con un inchiostro blu fosforescente che risaltava molto, soprattutto al buio.
Anche Cora e Lucien ce l'avevano… forse era quello il simbolo dei Meriteori.
Al contrario di loro, guardandomi alle spalle, la maggior parte degli iniziati ha il viso pallido e segnato da rughe di preoccupazione, anche se parlottano tra loro, tutti eccitati.

When I saw her…
Walking down the street.
She looked so fine…
I just had to speak.

Quando l’ho vista…
Camminare per strada.
Era così bella…
Dovevo parlarle.

Tre persone davanti a me. Una ragazza coi capelli rosso acceso e dei ricci domati da una coda di cavallo. Entra nel portale quasi correndo.

I asked her name…
But she turned away.
As she walked…
All that I could say.

Le ho chiesto come si chiamava
Ma lei è andata via
Quando camminava
Tutto quello che riuscivo a dire era

Due persone. Un'altra ragazza un po' più formosa sale a fatica sul palco esitò un po' prima di entrare ma poi fece un respiro profondo e attraversò lo squarcio di luce.
Una persona. Il ragazzo scavalcò il palco senza il minimo sforzo e diede un cenno di saluto in segno di rispetto a Lidia prima di sparire in un lampo di luce.

Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
All that I could say was…

Finalmente arrivò il mio turno.
Ma non mi mossi, dovevo aspettare che il ragazzo ritorni e riappaia vicino al portale.
E forse sapevo già in quale Dipartimento sarebbe finito…
I secondi per me divennero minuti, i minuti ore.
Il respiro iniziava ad agitarsi, le gambe a tremare.
Qualcuno mi strinse una mano per darmi un po' di conforto. Non avevo bisogno di girarmi per capire che era Lucien. Avevo riconosciuto il suo profumo di sale e oceano.
Il ragazzo riapparì davanti al portale dei Praesidium.
Lo sapevo… con la sua statura non c'erano dubbi.

Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
All that I could say was…

Lidia spostò la sua attenzione su di me. Esaminandomi con sguardo critico.
Sentii un nodo formarsi sul petto e chiudermi la gola. Respirare divenne più difficile di quanto avessi mai immaginato.
Inghiottii e strinsi più forte la mano di Lucien.
Lui mi accarezzò il braccio con l'altra mano e mi diede un bacio sulla fronte sussurrandomi "buona fortuna".
Gli sorrisi, grata per il conforto e mi avvicinai al palco.
Per salire mi feci leva con le mani appoggiando il sedere per primo e le gambe dopo.
Mi tirai su.
Lidia mi fissava molto più di quanto desiderassi e molto più di quanto avesse mai fatto con gli altri iniziati.
Mi avvicinai al portale, la luce mi accecò per un attimo.
Un ricordo mi venne in mente.
Mi ricordai il portale che avevamo ad Angie Town per arrivare sulla terra… chissà se ci sarei mai tornata.
« Iniziata… » mi chiamò Lidia con il suo solito tono imperioso.
La guardai avvicinarsi a me e fermarsi a qualche centimetro di distanza.

6 inch heels clickin up and down the street.
You know she’s comin and when she walks away way way way…

15 centimetri di tacco, ondeggiando per la strada
Sai che sta arrivando e quando va via, via, via, via

Le labbra erano una linea severa. Sul braccio brillavano di un viola fosforescente i tatuaggi di due ali, una di angelo e l'altra di… demone supposi, anche se non avevo mai visto realmente le ali dei demoni.
« Identificati. » mi ordinò lei con voce tagliente.
Deglutii e lanciai un'occhiata veloce a Lucien ma lui era rimasto impassibile. Nemmeno una traccia di preoccupazione a segnarli il viso.
Mi tranquillizzò un po' e schiarendomi la voce, mi raddrizzai.
« Il mio nome è Raphaella Draven. » dichiarai e poi mi affrettai ad aggiungere « Ma il mio nome di iniziata è Raven. ».
Lidia aggrottò la fronte con aria compiaciuta.
« Il cambio di nome per noi indica buona propensione ad incominciare una nuova vita. » approvò lei annuendo.
Ringraziai di cuore Cora per avermi dato quel consiglio. Adesso sembravo stargli simpatica… più o meno.

Look I’m a big big deal, a little fun’s all I need.
But I can tell she don’t believe what I said said said said said…

Guarda, sono una importante, un po’ di divertimento è tutto quello che mi serve
Ma posso dire che non crede a quello che ho detto

Mi afferrò il polso e analizzò il tatuaggio a forma di piuma che avevo al suo interno.
« Ti ho fermata… » iniziò lei « …perché è molto raro vedere un'iniziata con già dei tatuaggi. » disse.
Mi accigliai.
E questo cosa significava?
« Non è vero Lucien? » chiese con una nota ironica nella voce.
Lo guardai, lui si strinse nelle spalle.
« Anche lui aveva dei tatuaggi prima di fare il test… e a quanto pare qualcosa andò storto… » continuò poi rivolgendosi a me.
Aveva un tono che non prometteva nulla di buono…
Feci istintivamente un passo indietro per cercare di mettere un po' di distanza tra me e lei.
Il suo sguardo mi inquietava e il significato delle sue parole ancora di più.

So tell me where you’re from, where you wanna go.
But she walked past me like ain’t said a word.

Allora dimmi da dove vieni, dove vuoi andare
Ma lei mi è passata accanto e io non ho detto una parola

« Adesso basta Lidia. La stai spaventando. » intervenne qualcuno.
Un ragazzo che doveva avere quattro o cinque anni in più di me salì sul palco e si mise in mezzo tra me e Lidia.
Aveva i capelli nerissimi, un fisico asciutto e allenato, mascella squadrata e un viso molto attraente.

Stood there like man.
Girl I don’t usually feel some type of way…
But this one hear me out it’s some kind of place.

Stavo là come un uomo
Io non mi sento così di solito
Ma questa volta, ascoltami…

Lei non apprezzò e con occhi taglienti sibilò: « Stai al tuo posto Praesidium e abbassa la cresta con una di rango superiore al tuo ti è chiaro? ».
Rabbrividii ma il ragazzo non ne fece una piega. Non trasalì nemmeno.
Gli occhi di un nero profondo non lasciavano trasparire alcuna emozione.

When I saw her…
Walking down the street.
She looked so fine…
I just had to speak.

Quando l’ho vista…
Camminare per strada.
Era così bella…
Dovevo parlarle.

« Io non rimango mai al mio posto quando succedono cose del genere e lo sai. Non è per PREFERENZA che lo faccio. » ribatté lui con una punta di fastidio nella voce ma per il resto trasudava calma.
Capii che era lui l'Istruttore a cui Lidia aveva lanciato quel ghigno durante il suo discorso.
Ma infondo apprezzai molto il suo gesto…
Lidia si schiarì la voce e con un cipiglio piuttosto contrariato si rivolse a me: « Vai iniziata, stai bloccando la fila. ».

I asked her name…
But she turned away.
As she walked…
All that I could say was.

Le ho chiesto come si chiamava
Ma lei è andata via
Quando camminava
Tutto quello che riuscivo a dire era

Feci un respiro profondo.
« Tutto a posto? » mi chiese il ragazzo quando non mossi un muscolo per dirigermi verso il portale.
Lo guardai negli occhi.
Grave errore…
Mi incantai a guardare le sue iridi. Erano così nere che ti ci potevi perdere e così profondi che sembravano scrutarti dentro e in compenso non lasciavano trasparire niente.
Per la prima volta in vita mia mi sentii veramente imbarazzata a guardare qualcuno dritto negli occhi.
Battei le palpebre un paio di volte e distolsi lo sguardo per evitare di incantarmi di nuovo.
« Sì… grazie mille per l'aiuto… » sussurrai.
Ma potevi anche risparmiartelo gridò il mio orgoglio.

Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
Mmm Mmm yeah yeah!
All that I could say was…

« Bene… » disse lui e mi guardò intensamente come se stesse cercando qualcosa dentro di me… ma che cosa?
« Mi sembra di averti già vista… » disse infine.
Impossibile io non ero mai stata qui.
« Come ti chiami? » mi chiese.
« Ragazzi muovetevi! » ci riprese Lidia.
Il ragazzo fece una smorfia.
Sai una cosa? La canzone mi ispirò.
Lo guardai sorridendo e senza dire una parola mi diressi verso la venatura di luce.
Lui mi seguì con lo sguardo finché non mi decisi ed entrai nel portale.

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